L’endoscopia è una tecnica che permette di “vedere” all’interno del tubo digerente.

Può essere fatta per via orale col fine di analizzare la mucosa dell’esofago, dello stomaco o del duodeno. In questo caso si definisce Gastroscopia ( o meglio Esofagogastroduodenoscopia)

Oppure può essere fatta per via anale col fine di analizzare il grosso intestino (Colon) e anche l’ultimo tratto dell’intestino tenue (Ileo). In questo caso si parla di Colonscopia.

“Negli anni la strumentazione è molto migliorata. Quando ho iniziato io, nei primi anni Settanta, gli endoscopi avevano un diametro di 2 o più  cm. ed erano molto rigidi.

Oggi invece sono molto più sottili, anche inferiori al centimetro e sono molto flessibili  e sono dotati di telecamere ad altissima definizione” racconta il Dottor Tino Casetti.

Gastroscopia… 

Questo è un esame estremamente rapido e ben tollerato ed è molto utile perché c’è la possibilità di controllare visivamente l’esofago, lo stomaco e il duodeno.

Quando necessario, c’è addirittura la possibilità di prelevare dei campioni di tessuto da analizzare o di asportare piccole formazioni che si siano accresciute all’interno..

…e Colonscopia

La colonscopia è un esame di particolare importanza per il combattere il  cancro  del Colon.

Da anni in Italia, e in questa regione in particolare, si effettuano colonscopie  di screening   nei cittadini residenti, di età dai 50 ai 69 anni, che abbiano riscontrato una positività del test per la ricerca del sangue occulto fecale, che permette di verificare se ci sono  tracce di sangue nelle feci, non visibile a occhio nudo.

In caso di positività al test, il paziente viene invitato ad eseguire una colonscopia e oltre il 90% dei soggetti risponde favorevolmente. Con la colonscopia si possono così individuare le cause delle perdite di sangue.

Ma perché è importante effettuare il test del sangue occulto e la colonscopia?

Devi sapere che il cancro al colon si sviluppa nella maggior parte dei casi dai cosiddetti “polipi”

I “polipi” non sono altro che escrescenze della mucosa che si sviluppano all’interno del colon,  che nel tempo tendono a crescere  e nell’arco di 10-15 anni possono subire  trasformazioni maligne e quindi diventare  cancri del colon.

Proprio per il fatto che i polipi possono avere micro perdite di sangue,  la ricerca del sangue occulto ogni due anni  è considerata un ottimo sistema di prevenzione in quanto rivelatrice di un sintomo di possibile allarme, per cui una successiva colonscopia può permettere di asportare gli eventuali polipi presenti nel corso della stessa colonscopia ed eliminare quindi una possibile fonte di trasformazione maligna azzerando la probabilità di sviluppare un cancro al colon.

In situazioni meno fortunate, per la presenza di cancro  già sviluppato, le stesse procedure possono consentire comunque una diagnosi precoce e quindi ad uno stadio di malattia ancora aggredibile con terapia chirurgica radicale, con ottime probabilità di guarigione.

In buona sostanza, come dicono gli inglesi, “una colonscopia una volta nella vita può salvarti la vita”

Invitare quindi  ad un controllo tutte le persone nella fascia di età a maggior rischio, asportare i polipi che si incontrano durante l’esame e organizzare dei programmi di sorveglianza a seconda della quantità, dimensione e tipo dei polipi,  riduce e quasi elimina la possibilità di un cancro al colon.

Grazie a questo screening, la mortalità per cancro al colon è  significativamente calata e noi gastroenterologi siamo molto orgogliosi del fatto che abbiamo portato avanti questa battaglia fino a convincere i Governi ad inserirla nei Piani Sanitari, finanziati con denaro pubblico per  raggiungere  tutta la popolazione.

Dott. Tino Casetti

Specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva