Stare bene quando il tempo passa.

24 febbraio 2016 –  ore 18.00 presso Domus Nova.

Quando il tempo passa è indispensabile cercare di mantenere una buona qualità di vita, sia fisicamente che mentale. Presso i nostri poliambulatori parleremo di come possiamo migliorare i rapporti dell’anziano con le persone che lo circondano, gli aspetti psicologici e le difficoltà relazionali con la famiglia.

Alimentazione adeguata, difficoltà alla masticazione, osteoporosi e cadute, le manovre corrette da adottare per sollevare l’anziano dal letto, esercizi a domicilio, come cercare di evitare le patologie.

I professionisti di Domus Nova, con la partecipazione del Dott. Maurizio Piolanti referente dell’Ambito della non autosufficienza di Ravenna e Faenza, risponderanno alle vostre domande.

Donati, cadute e osteoporosi

Le ossa cambiano continuamente e il rimodellamento osseo raggiunge il picco a 20 \30 anni, in seguito si distrugge lentamente più tessuto osseo di quanto se ne fabbrichi.
La probabilità di ammalarsi dipende da come si è partiti a 30 anni, quale malattie intervengono e quali farmaci si assumono negli anni. Numerosi fattori aumentano il rischio di osteoporosi; tra questi: l’uso di tabacco, malattie intestinali anche banali, una vita sedentaria, troppo alcool, uso anche non continuo di cortisone, farmaci per la tiroide o antidepressivi, il diabete, il morbo di Crohn, la celiachia, la famigliarità, la menopausa precoce, uno scarso apporto di verdure, assumere troppo sodio e proteine. Le donne sono più a rischio degli uomini, ma anche costoro possono sviluppare osteoporosi , solitamente in età più avanzata.

Uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità ha evidenziato che in Italia l’Osteoporosi colpisce circa 5.000.000 di persone con 80.000 fratture di femore di cui il 90 % legate ad una caduta. Che l’incidenza di cadute sia maggiore nell’anziano, è legato a molti fattori oltre all’ instabilità neurologica: gioca un ruolo importante anche la carenza di vitamina D, di solito molto carente nell’anziano.

Le fratture che si associano alle cadute, dette ‘’ fratture da instabilità ‘’, sono soprattutto a carico del femore, delle vertebre e al polso con le gravi conseguenze che sono ben note.
Essendo una malattia grave va curata con farmaci efficaci, per ridurre il rischio di fratture.
Questi farmaci devono essere prescritti da uno specialista e va chiarito che per quanto strumenti efficaci, non realizzano miracoli inattesi.

Piersanti

I bifosfonati sono farmaci che presentano un’alta affinità per le ossa, vengono utilizzati per diverse patologie metaboliche ed oncologiche coinvolgenti l’apparato scheletrico; essi tendono tuttavia a depositarsi nel tessuto osseo, dove possono determinare alterazioni persistenti anche dopo l’interruzione della terapia con un effetto prolungato.

Gli effetti positivi derivanti dall’uso di questi farmaci sono evidenti, come la prevenzione di ulteriori danni ossei, la diminuzione del dolore e la riduzione di fratture patologiche, nonché la riduzione della necessità di eseguire trattamenti radioterapici su segmenti scheletrici. Nel trattamento delle patologie scheletriche benigne, come l’osteoporosi e il morbo di Paget, i bifosfonati vengono utilizzati prevalentemente in formulazioni orali con dosaggi bassi e protratti.

Nel campo odontoiatrico, i bifosfonati possono causare vari effetti indesiderati come lesioni ossee del mascellare e/o della mandibola associate a segni locali e sintomi di diverso tipo e gravità, come ulcerazione della mucosa orale, esposizione dell’osso, dolore ai denti e/o alle ossa mandibolari/mascellari, tumefazione o infiammazione, aumento della mobilità dentale e perdita dei denti. Tali complicanze sono in relazione al dosaggio e al modo di somministrazione del farmaco e per questo è necessaria una stretta collaborazione tra l’Odontoiatra\Chirurgo Orale e il Medico che prescrive i Bifosfonati in modo da concordare sempre ogni intervento endorale invasivo.

Negli ultimi anni tali complicanze sono stati riscontrate anche in Pazienti affetti da osteoporosi, trattati con anticorpi monoclonali come il Denosumab.

Toma & MIHAJLOSKA

Combattere la solitudine degli anziani

La solitudine degli anziani è un nemico in agguato, a causa della scomparsa degli amici più cari o dei compagni di vita, il non sentirsi più utili agli altri e magari dover dipendere dai propri cari. La vita sociale si riduce e aumenta lo stato depressivo.

La condizione di isolamento può nascere anche in persone che vivono in famiglia o in case di accoglienza, case di riposo o case famiglia.
Il valore e ruolo sociale degli anziani impone di agire concretamente per combatterne la solitudine.

E’ fondamentale il ruolo della famiglia, sia da un punto di vista affettivo, sia da un punto di vista puramente pratico: coinvolgere i nonni o genitori nella nostra vita quotidiana, chiedendo loro un consiglio, un piccolo aiuto, raccontare loro le nostre giornate: un primo passo per valorizzare il loro vissuto e la loro esperienza, come apporto e supporto alla nostra crescita.

Su tutto è necessario dedicare loro del tempo; anche se ci raccontano le stesse cose, ascoltiamoli: daremo loro la possibilità di restare attivi e a noi di collegare vecchia e nuova realtà.

Giacchetta

La relazione con l’anziano come strumento per migliorare la qualità di vita.

Occupandomi spesso dell’igiene personale dei pazienti anziani inabili, ho incontrato vari ostacoli nel poter svolgere il mio lavoro con semplicità. Nel momento dell’igiene l’anziano si trova spesso in serie difficoltà dovuta all’imbarazzo, al sentirsi scoperto nel suo intimo o nella sua nudità ed è facile che si possa sentire in una condizione di inferiorità o disagio. Spesso mi sento dire: ”che cosa brutta!” oppure “come sono ridotto..”. Per superare tutto ciò, cerco di instaurare una conversazione informale e simpatica, ma anche la semplice gentilezza sembra produrre ottimi risultati. Quando è possibile, la comunicazione fa da ponte tra noi operatori e i pazienti. Chiedere loro informazioni sul lavoro che svolgevano, sulla propria vita o sulla presenza di familiari e nipoti ad esempio, fa si che si sentano accolti. Per superare l’imbarazzo al momento dell’igiene, a volte basta fare una battuta o raccontare un aneddoto divertente per alleggerire la situazione. Può essere di grande aiuto ricordare loro che in passato hanno prestato la stessa cura ed attenzione ai figli e ai nipoti nel momento in cui non erano autosufficienti a causa della tenera età e che ciò che facciamo è un modo per sdebitarci nei loro confronti.

Minguzzi

Per gli anziani valgono le regole dell’alimentazione consigliata agli adulti, anche se subentrano fattori che influenzano il loro stato nutrizionale.

Fattori metabolici, fisiologici, biochimici, possono interferire in maniera sfavorevole; così, per esempio, la perdita della dentizione e l’utilizzo di protesi dentarie, una riduzione dell’acutezza del gusto, dell’olfatto, della vista e dell’udito, possono avere ripercussioni sull’atto del nutrirsi e sull’apprezzamento del cibo. La digestione e l’assorbimento dei nutrienti sono influenzate dalla riduzione della funzione gastrointestinale. Con l’età diminuiscono il volume renale e il numero di nefroni funzionanti, fenomeno che può creare una riduzione della capacità di eliminare i prodotti metabolici di scarto; inoltre diminuisce il volume epatico con una progressiva perdita della sua capacità funzionale.

Le malattie croniche come: diabete, ipertensione, artrite, disfagia, rendono più difficile mantenere un equilibrio alimentare.

Fattori socio economici e psicologici, quali l’isolamento sociale, i problemi economici, la mancanza di educazione alimentare e un adeguato supporto familiare, la minore mobilità, problemi cognitivi e psicologici, rendono più difficile una alimentazione adeguata.

Ecco alcune regole di igiene alimentare consigliate:
· cercare di assumere tutte le classi di alimenti,
· MENO alimenti grassi, sale, zucchero e alcool
· PIU’ verdura, frutta cruda e cotta
· BERE e sforzarsi di farlo almeno 1-1.5 litri al giorno
· FRAZIONARE I PASTI almeno 3-5 al giorno
· Rispettare gli ORARI DEI PASTI
· EVITARE DI CORICARSI subito dopo i pasti principali

Apparecchiare la tavola in maniera gradevole, mangiare seduti masticando bene, preparare la consistenza degli alimenti anche in base alla dentizione.

Baldini

Invecchiare è un processo inevitabile per chi ha sommato gli anni ed ha superato la soglia dei 65.
Un processo fisico e mentale che comporta ripercussioni sul vissuto personale e sulla percezione di sé.

L’anziano sperimenta giorno per giorno il mutamento della biologia e il graduale  appesantimento del corpo, i cambiamenti nell’aspetto e l’indebolimento dei sensi. Accetta suo malgrado di modificare le abitudini. Ciò che l’anziano avverte con maggior forza è l’accumulo dei pesi che il tempo comporta, le progressive aggiunte di malanni e disagi, gli sforzi per compiere le attività che fino a poco prima venivano spontanee quali: dormire, mangiare, digerire, camminare, lavarsi, vestirsi. Il tempo si trasforma in una concatenazione di eventi, lo spazio si riduce ad una sequenza di luoghi, la memoria si aggrappa al passato e gestisce a fatica gli episodi del presente. Questo è l’intimo vissuto dell’anziano che va sempre considerato quando si interagisce con lui per non ferirne il pudore e la fragilità.

Sebbene siano comprensibili le insofferenze e le insistenze delle persone attorno che ricordano la forza e l’integrità della persona invecchiata, occorre maturare pazienza e cura verso colui che quotidianamente raccoglie le proprie forze. Purtroppo o per fortuna, l’invecchiamento non è altro che la somma degli anni che gradatamente si impone. Un totale inevitabile per chi lo vive e per chi lo assiste, che occorre trattare con cura e sensibilità poiché sarà sempre più doloroso e fastidioso per coloro che lo devono vivere rispetto a coloro che lo seguono con l’unico scopo di alleviarlo.

Riabilitazione, la prevenzione della cadute nell’anziano (Bucci)

Con l’avanzare dell’età a volte subentrano difficoltà motorie legate a perdite dell’equilibrio o problematiche di tipo ortopedico o neurologico. La diminuzione della reattività dei principali organi di senso: vista, udito, sensibilità, aumentano il rischio di cadute nell’anziano.

La prevenzione gioca un ruolo fondamentale, il fisioterapista può intervenire dal punto di vista riabilitativo poiché attraverso un idoneo programma può ridurre il rischio di cadute e di conseguenza fratture, complicanze e allettamento. L’esercizio terapeutico é volto a migliorare il tono muscolare, la mobilità articolare, la coordinazione e l’equilibrio attraverso esercizi mirati.

Una volta impostato un piano terapeutico personalizzato è opportuno continuare ad eseguire gli esercizi come mantenimento degli obiettivi raggiunti. A seconda dell’autonomia del paziente, gli esercizi possono essere eseguiti a domicilio eventualmente con la supervisione di un famigliare.

Oltre ad un corretto esercizio terapeutico mirato è fondamentale agire nelle abitudini del quotidiano per mantenere più a lungo un buon tono e trofismo muscolare.

Alcuni studi infatti dimostrano che elevati livelli di attività fisica aiutino a prevenire fratture spontanee e a mantenere la mobilità anche in pazienti affetti da patologie correlate.

Per esempio una passeggiata di circa 30 min al giorno può essere un’attività efficace per il  mantenimento della mobilità.

Infine non vanno sottovalutati gli importanti effetti psicologici che ne derivano da una buona attività motoria.