Contraccezione

Per contraccezione si intende l’insieme delle varie tecniche che si usano per evitare di procreare. Noi essere umani, infatti, non ci limitiamo ad avere rapporti sessuali solo per generare la prole come nel resto del regno animale, ma diamo un significato aggiuntivo a questo atto. 

Esistono però diversi tipi di tecniche contraccettive e sta alla coppia chiedersi quanto è alto il “rischio” che possono correre…

Infatti le varie tecniche contraccettive hanno diversi gradi di efficacia. Ad esempio, una coppia che non può o non vuole rimanere incinta, deve usare tecniche contraccettive che abbiano un’efficacia alta.

 

Indice di Pearl

Ormai da tempo è stato studiato un sistema, l’Indice di Pearl, che calcola l’inefficacia delle tecniche contraccettive. 

Normalmente, su 100 coppie ritenute fertili, solo 60 rimarranno incinte in un periodo di 365 giorni. Ma se a queste 100 coppie venisse chiesto di usare il profilattico come tecnica contraccettiva? Alla fine dei 365 giorni ben 15 sarebbero incinte. 15 è quindi l’indice di fallimento di un metodo contraccettivo come il profilattico.

È un numero abbastanza alto, ma può essere ritenuto accettabile ad esempio da una coppia che pensa “non è il momento giusto per avere un figlio ma se succede va bene”.

Laddove una coppia voglia invece drasticamente diminuire le probabilità di avere un figlio, è necessario usare tecniche contraccettive più efficaci.

Le tecniche più efficaci sono:

  • l’impianto sottocutaneo di un dispositivo contraccettivo; 
  • l’uso della pillola;
  • l’anello vaginale;
  • i dispositivi intrauterini come le spirali.

In ogni caso, sarà il ginecologo a stabilire la tecnica contraccettiva migliore in base alla situazione.

È importante ricordare, tuttavia, che non esiste una tecnica infallibile al 100%: anche la sterilizzazione ha una percentuale di fallimento dello 0,2%.

 

Dott. Stefano Grandi, specialista in Ostetricia e Ginecologia